giovedì 20 febbraio 2014

QUI PUOI TROVARE I NOSTRI PRODOTTI

Ecco alcuni punti vendita dove trovare i prodotti a marchio Nonno Mario.

PIEMONTE

TORINO E PROVINCIA. Guarda la mappa

LA CASA DEL PARMIGIANO di Caputo Giuseppe
Corso Belgio 96
10153 TORINO TEL . 0118980341 











PELLER SNC 
PIAZZA DE AMICIS 78/O - TORINO -
TEL. 0116670382

PEZZOTTI E TRUSSARDI ALIMENTARI - 
Via Sebastiano Caboto, 32, 10129 Torino 
TEL . 011 593782

GUIZZO ENRICO ROBERTO
Macelleria
Via Cibrario Luigi, 62
10144 Torino (TO)
Telefono:011 4371521







FLAVIO DOTTA
Via Torino 60
TROFARELLO
Tel.: 335 871 0645




DESIDERIO SNC
Via Vanchiglia, 30, 10124 Torino
Telefono:011 817 1804
Pasta Artigianale - Cene da asporto
Gastronomia con prodotti qualificati



NON SOLO FRUTTA E VERDURA
Prodotti Bio e della Collina Pecettese
Via Madama Cristina 106 Torino
333-4648301 - 338-7044956
nonsolofruttaeverdura@gmail.com
Chiuso Sabato Pomeriggio



MACELLERIA PELIZZA GIOVANNI 
Strada San Mauro, 88, Torino
Telefono:011 297 9755








MELOTTI MASSIMO
Corso Peschiera, 331, 10141 Torino ‎
Tel. 011 774 0574 ‎


MACELLERIA BERARDI DI DUSIO MARISA
P.za Hermada 12/E
10131 Torino (TO)
Tel. 0118190481 Chiuso mercoledì pomeriggio


MACELLERIA CARTA LUIGI
Via Nizza, 142, 10126 Torino
Telefono:011 696 3068


MACELLERIA IL BUCUN
Strada Genova, 172
10024 Moncalieri Torino
T. 011 647 1364



MACELLERIA GILI
Carni Piemontesi Garantite
Via Silvio Pellico 17 
10041 Carignano TO
Tel. 0119690368
titti.lori@gmail.com . Chiuso Lunedì pomeriggio e Mercoledì pomeriggio


MACELLERIA BALBO
Via Umberto I, 19, Lanzo torinese Torino ‎  
 T. 0123 27797 ‎ -  balbo.ro@libero.it








L'EURORTO DI EMY 

V TORINO 146
IVREA









CUNEO E PROVINCIA Guarda la mappa.


MACELLERIA OLIVERO
DI OLIVERO LUCIANO
106, C. Francia - San Rocco Castagnaretta (CN)
tel: 0171 491395


IL PIZZICAGNOLO 
Via Carlo Emanuele III, 11, Cuneo, CN









MACELLERIA SERRA DARIO
Corso Nizza 56/a
12100 Cuneo 
TEL 0171 698826 




LA BOTTEGA DEI SAPORI
PIAZZA COTTOLENGO, 17 
12040 CORNELIANO D'ALBA 
Tel. 0173.619868 
info@labottegadeisapori.cn.it - www.labottegadeisapori.cn.it


DAL BUONGUSTAIO 
Caruso Caterina
Via Stazione 18, 12066 Monticello
T. 017364477




MACELLERIA GRAZIANO
Via della Pace 3
12062 CHERASCO   T. 0172487070
http://www.macelleriagraziano.it/  
  macelleria-graziano@libero.it



PUNTO VERDE di BARBERO BARBARA e C. Snc
Alimentari
Frutta e Verdura
V. Lobetto 6
12035 RACCONIGI CN

Cell. 3387206578







VERBANIA E PROVINCIA Guarda la mappa.


ENOTECA ALCHIMISSA SNC
FOOD SPIRITS & WINE
Via Mazzini 10 28838 Stresa VB
info@alchimissa-wine.it
www.alchimissa-wine.it






LA BOTTEGA DELLA FRUTTA SAS
piazza Daniele Ranzoni, 10, 
Verbania Intra Verbano-Cusio-Ossola
Telefono:0323 401519

ALESSANDRIA E PROVINCIA Guarda la mappa.

LA BOTTEGA DEL GUSTO
Via Crenna, 39
15011 Acqui Terme Alessandria
Telefono:0144 57292 Orari: 08:30-13:00, 16:30-20:00







DOLCIUMI
Sorrentino Antonella
Via Trotti 28
15100 ALESSANDRIA 


MASIERO GIULIANO
MACELLERIA
113, Corso Acqui - 15121 Alessandria (AL)
tel: 0131 218632




PICCOLO ALESSANDRO Macelleria
Via Dante Alighieri, 68
15121 Alessandria
Telefono:0131 52246








SALMASO PAOLO
Via Donizzetti 23
15048 VALENZA AL
Tel. 0131920036


DE.NA. Daniela Demichelis
Piazza XXXI Martiri 6
Valenza AL
TEL 0131 950536



ASTI E PROVINCIA Guarda la mappa.

MACELLERIA MURARO MASSIMO
Via Petrarca 34
14100 ASTI
Tel. 0141.210829


SALUMIFICIO ARTIGIANALE TRUFFA RENZO
Via XX Settembre, Agliano ( At ) 
Telefono 0141 954284 ‎

CENTRO FRUTTA SAN SIRO
Via Pio Corsi 31 
14049 Nizza Monferrato At

T 0141 176 1474


NOVARA  E PROVINCIA Guarda la mappa.

MACELLERIA FRATELLI SQUINTONE SAS
Piazza Della Repubblica, 2
28100 Novara (NO)




MACELLERIA GASTRONOMICA AGORALLI
Corso Liberazione 73/75
ARONA No
Tel 0322242127










LIGURIA Guarda la mappa

SAVONA E PROVINCIA


N.G.A.
Via Giuseppe Garibaldi 142,
17025 Loano Sv
019 679 9062











MACELLERIA GIORGIO E PAOLA
Specialità Carni Piemontesi
Via Gramsci 42
17047 Vado Ligure Sv




IMPERIA E PROVINCIA


GULLONE ANTONIETTA
BANCO N 36 MERCATO ANNONARIO - SANREMO IM







SALUMERIA GASTRONOMIA GASTAUDO ANTONIETTA
Via Roma 19/D
VENTIMIGLIA IM

giovedì 24 ottobre 2013

Bontà Alimentari Italiane

Nonno Mario, Bontà Alimentari italiane di qualità.

La cucina piemontese, conosciuta in tutto il mondo, offre innumerevoli bontà alimentari che una volta provate, difficilmente si riescono a dimenticare: il tartufo, i formaggi, i vini sono l'emblema di questa terra contadina che da sempre ci regala prodotti sani e genuini.


Italian Fine Food
Italienische Delikatessen

For EU customers:

ITALIAN FINE FOOD

Italian Fine Food
Italienische Delikatessen

For EU customers:

domenica 28 ottobre 2012

Tempo di Regali

Si avvicina il Natale.




Nonno Mario propone una vasta scelta di confezioni regalo e cesti natalizi per privati e aziende.
Contattateci per ricevere la vostra offerta personalizzata.

martedì 13 marzo 2012

ULTIME VERDURE D'INVERNO: Le Cime di rapa

Le cima di rapa sono  ortaggi tipicamente italiani: si coltivano soprattutto in Campania, Puglia e Lazio.

Si consumano le infiorescenze in boccio con le foglie tenere presenti, secondo le varie ricette locali.

E' un ortaggio invernale/autunnale ricco di sali minerali, vitamine e fattori antiossidanti.







Ecco alcune facili ricette per gustarle nel migliore dei modi





CIME DI RAPA STUFATE CON PEPERONCINO.

Pulire le cime di rapa, lavarle e non asciugarle completamente.
Far soffriggere aglio e aggiungere peperoncino intero e frantumato.
Aggiungere le cime di rapa e salarle.
Abbassare la fiamma e coprirle.
Lasciare cuocere fino a quando non saranno appassite completamente.


SPAGHETTI ARTIGIANALI CON CIME DI RAPA E SALAME PICCANTE.

Far stufare le cime di rapa come sopra descritto aggiungendo nel soffritto
anche delle fette, non troppo sottili, di salame/salsiccia piccante.
Una volta appassite le cime di rapa, spegnere il fuoco ed aggiungere
pangrattato e due cucchiai di acqua di cottura della pasta.

Far cuocere gli spaghetti artigianali di grano duro, scolarli e passarli in padella
con le cime.
Aggiungere a piacere pecorino grattuggiato.

ORECCHIETTE CON CIME DI RAPA

Fate bollire le cime di rapa pulite e lavate nell'acqua
in cui andrete a far cuocere le orecchiette caserecce.

A parte fatye un soffritto con olio, aglio, peperoncino
e filetti di acciuga.
Quando la pasta è pronta, passarla nel soffritto a fiamma media per qualche minuto.

Trova gli ingredienti per queste ricette nella bottega di Nonno Mario!

lunedì 5 marzo 2012

Sta arrivando la primavera ...

I prodotti di Nonno Mario sono sinonimo di genuinità e tradizione, il modo ideale per ritrovare il sapore di una volta. 
La pasta all'uovo artigianale, i grissini stirati a mano, i sughi e le creme, le torte... tutto cucinato secondo le antiche e tradizionali ricette della nostra Terra. 
Curiosa tra le nostre categorie e troverai i prodotti ideali per la tua tavola e un pensiero originale per un regalo importante


martedì 3 gennaio 2012

La tradizione in cucina

" C'era da restare accecati a voler fissare là dove il cielo d'un azzurro di maggio si saldava alla cresta delle colline, di tutto nude fuorchè di neve cristallizzata. Una irresistibile attrazione veniva, con barbaglio, da quella linea: sembrava essere la frontiera del mondo, da lassù potersi fare un tuffo senza fine". Beppe Fenoglio .



Foto Beppe Malo'
I prodotti di Nonno Mario sono sinonimo di genuinità e tradizione, il modo ideale per ritrovare il sapore di una volta. La pasta all'uovo artigianale, i grissini stirati a mano, i sughi e le creme, le torte... tutto cucinato secondo le antiche e tradizionali ricette della nostra Terra. Curiosa tra le nostre categorie e troverai i prodotti ideali per la tua tavola e un pensiero originale per un regalo importante.

giovedì 22 dicembre 2011

I nostri auguri...




"È un cattivo cuoco quello che non sa leccarsi le dita."
Shakespeare


Nonno Mario augura un Sereno Natale
a tutti gli amanti della buona, genuina e tradizionale 
CUCINA ITALIANA

lunedì 14 novembre 2011

EVVIVA LA POLENTA!!!

Le origini della polenta sono antichissime: cibo poco costoso e facile da cucinare,  consumato in abbondanza dai più poveri.

A renderla più appetibile, perché molti erano quelli che per riempirsi lo stomaco ne mangiavano solo una fetta fredda o abbrustolita sulla brace, era la fantasia delle massaie che, utilizzando quanto i campi donavano o i prodotti caseari realizzati in casa, creavano abbinamenti particolari con cicorie, uova sode, acciughe, semplici sughi con cui insaporirla, formaggi con cui arricchirla o frutta con cui addolcirla.

Con gli anni Ottanta, con il grande ritorno all’ambiente, alla natura e alle origini, è iniziata da parte di chef, scuole di cucina, riviste specializzate di settore e consumatori stessi la riscoperta di tutti quei piatti poveri e tradizionali legati a quella cultura rurale che era stata accantonata.

Così la polenta, di diritto, ha iniziato a riappropriarsi delle tavole sia delle famiglie che dei grandi ristoranti, diventando, grazie ad elaborazioni a volte anche complicate, una prelibatezza ed un piatto raffinato

La cottura avviene in un paiolo, nel quale si versa dell'acqua e del sale q.b., poi quando l'acqua bolle, si aggiunge piano piano la farina tenendo continuamente girato, in senso orario, il contenuto del paiolo, con un cucchiaio di legno o con un apposito bastone, per quaranta minuti.
Si prepara dura con farina di macinatura grossa e tenera con farina di macinatura fine. La grossa la si usa al posto del pane, versata su un tagliere o su una tovaglia è tagliata a fette con dello spago fine; mentre la tenera la si preleva con un mestolo dal paiolo e si mette calda sui piatti, versandovi sopra il condimento preparato, che puo essere un buon sugo di funghi porcini, oppure di salsicce, di carne o d'altro.

La polenta non si getta; fredda è usata anche alla mattina per colazione, a pezzettini nel latte caldo, oppure fritta.

La polenta Bramata di Nonno Mario è una farina a grana grossa macinata a pietra e necessita di 30/40 minuti di cottura.

Per chi ha meno tempo e non vuole rinunciare a queste prelibatezze è disponibile la Polenta istantanea pronta in 3/4 minuti classica oppure arracchita dai clicci ingredienti: Polenta ai Funghi, Montanara, Ortolana, al Radicchio e al Tartufo!

Buon Appetito!

Per tutto il mese di Novembre con l'acquisto di tre pacchetti di polenta, la Bramata ve la regaliamo noi!!!


mercoledì 19 ottobre 2011

La frutta sciroppata... che bontà!

Per gli amanti della frutta, in inverno, quando quella fresca è disponibie in piccole varietà, la soluzione migliore è data dalla frutta sciroppata.
Albicocche, pesche e ciliegie sono le più utilizzate.
In genere vengono raccolte non del tutto mature per renderle piu resistenti ai processi di invasamento.
La frutta, sbollentata,  viene sistemata nei vasi "condita" con uno sciroppo di acqua e zucchero e, in alcuni casi, anche vino dolce, tipo Moscato.
Queste conserve di frutta, se preparate in casa vanno sterilizzate, facendone bollire i vasi, almeno mezz'ora.

Per soddisfare la vostra voglia di frutta
Nonno Mario vi propone

Albicocche Sciroppate


Ciliegie Sciroppate


Pesche Sciroppate.

Queste ultime sono ottime per preparare dolci e dessert
con la sola aggiunta di panna fresca oppure utilizzandole
per la classica ricetta piemontese delle
PESCHE RIPIENE AL FORNO

Le ciliegie e le albicocche, oltre ad essere gustate così come sono e servite in coppete, possono essere
un ottimo ingrediente per guarnire torte e crostate.

lunedì 17 ottobre 2011

... Alba ed il profumo di Tartufo!

SPECIALE FIERA DEL TARTUFO 2011 




Per tutto il mese di ottobre in occasione della 81 Fiera Internazionale Tartufo Bianco d'Alba


Nonno Mario vi regala una bottiglia di Olio al Tartufo 100g per ogni ordine superiore ai 30 €, escluse spese di spedizione

mercoledì 23 marzo 2011

Il blog di Nonno Mario: MANGIARE SANO: W I CARCIOFI!

Il blog di Nonno Mario: MANGIARE SANO: W I CARCIOFI!

Benvenuta Primavera!


 Particolare di "Colazione sull'Erba", Manet.

Wikipedia definisce picnic " (in italiano: romanata) quel tradizionale pasto all'aperto compiuto in un contesto turistico o comunque che abbia una funzione sociale e ludica e non solamente alimentare. L'etimologia del termine va attribuita al termine composto piquenique, che in un francese arcaico abbina "pique" (prendere, rubacchiare) e "nique" (oggetto di poco valore). Il termine sembra si sia cominciato a diffondere alla fine del 1600 ed inizialmente si riferiva alla frugalità dell'evento, eseguito al di fuori dei riti imposti dal pranzo, composto da pochi e semplici cibi sottratti direttamente alla cucina"

Un'usanza un po' persa nel tempo che sarebbe bene rivalutare per il piacere di mangiare in compagnia, in allegria, all'aperto in armonia con la terra e con la natura ampliando il rispetto per l'ambiente che ci circonda.



Classico Picnic Basket
E' bello associare il picnic all'arrivo della primavera, del sole, delle temperature miti, al plaid, alla tovaglia a quadretti, al profumo dell'erba, alle stoviglie "portatili", al termos per il caffè, alle risate dei bambini che giocano...
Piatti veloci e sbarazzini, pane fresco, bibite e un buon bicchiere di vino sono gli ingredienti essenziali per un classico picnic: pane e salame e formaggio, verdurine grigliate, una buona insalata di pasta o di riso, bistecche in carpione e una fresca insalata...

Olio, Aglio, Salvia, Aceto:
gli ingredienti principali per un buon carpione.
 Il "carpione" è quel metodo tradizionale per preparare tutti quei cibi che ben si abbinano con il gusto forte e deciso dell'aceto: gli ingredienti sono pochi e la preparazione è facile e offre l’indubbio vantaggio di profumare per giorni la casa di una gradevole fragranza dovuta al mix di aceto/cipolla/aglio/salvia.
Il carpione piemontese è un po’ l’equivalente del saor veneto e dello scapece napoletano: praticamente un modo per aromatizzare e conservare le pietanze allo stesso tempo
Ecco gli ingredienti: olio d'oliva, cipolla, aglio,salvia, aceto, vino bianco secco.
Per preparare un buon carpione fate sofriggere in 4 cucchiai di olio d'oliva una cipolla tritata, due spicchi d'aglio, una ventina di foglie di salvia e aggiungete mezzo bicchiere di aceto e mezzo di vino bianco secco, il tutto per una decina di minuti. Il liquido ottenuto va versato sull'ingrediente della ricette in un contenitore che, una volta chiuso, va lasciato riposare per almeno mezza giornata.


Primi fiori di Primavera
 Buon appetito e ... ben arrivata Primavera!

Proprio in occasione della primavera Nonno Mario propone con € 37,50 subito a casa vostra:
 
Aglio alle Erbette
Aglio alle Erbette 270g
Antipasto di Verdurine dell orto 280g
Peperoncini ripieni di Tonno 180g
Aromi misti per grigliate 100g
Patè di Olve Nere 100g
Sugo alla Contadina con verdure 180g
Farfalle colorate ai  5 sapori
Tagliatelle alla Rucola 250g
Pennette caserecce 500g
Farfalle colorate ai 5 sapori 500g
Torta Primavera al Moscato
Risotto agli Asparagi 300g
Torta al Limone 350g
Pesche sciroppate 720ml
Fragoline Disidratate 100g

Un'offerta da non perdere!










 


giovedì 24 febbraio 2011

MANGIARE SANO: W I CARCIOFI!

Il carciofo era già conosciuto all'epoca dei Romani, come attestano alcuni scritti ma notizie più certe sulla sua coltivazione in Italia risalgono al XV secolo, quando dalla zona di Napoli la coltura del carciofo si diffuse in Toscana (Caterina dei Medici ne fu una grande consumatrice) e, successivamente, in molte altre regioni. Oggi le coltivazioni più estese si trovano in Liguria, Toscana, Lazio, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Il carciofo è una tipica pianta degli ambienti mediterranei.
Il suo ciclo naturale è autunno-primaverile.
E' ricco di minerali quali il ferro, il sodio, il potassio, il fosforo ed il calcio. Rilevante è il suo contenuto di fibre. Per queste sue caratteristiche, il carciofo ha molti effetti benefici sulle funzioni intestinali ed è un buon regolatore dell’appetito, oltre che essere facilmente digeribile.
Secondo recenti ricerche scientifiche che ne hanno dimostrato le proprietà benefiche, mangiare carciofi fa stare bene e aiuta a prevenire di diverse malattie. Il carciofo è tonico, sedativo della tosse, aiuta a purificare il sangue, dissolve i calcoli e disintossica. Favorisce la diuresi renale grazie a un'azione benefica sulla secrezione biliare e contiene inulina, sostanza che promuove la crescita dei bifidobatteri della microflora intestinale (che regolarizzano le funzioni intestinali) e allo stesso tempo inibisce la presenza di batteri dannosi. Inoltre ha effetti antiossidanti e potenzialmente antitumorali.

Ovviamente i carciofi possono essere cucinati in svariati modi come ingrediente principale o secondario ma quando sono freschi e teneri è consigliato mangiarli crudi. Dopo aver eliminato le foglia esterne più dure, divideteli in 4 parti. COn un coltello affilato tagliate le punte con le spine ed immergeteli in una ciotola con acqua e limone per evitare che si anneriscano e per lavarli perfettamente. Tagliate gli spicchi a fettine sottilissime e condite con olio, sale, pepe e scaglie di parmigiano.

Se volete conservarli più a lungo ecco la ricetta dei Carciofi Sott'olio.
Dopo averli puliti e riposti in acqua con limone, fateli bollire per pochi minuti in acqua, sale ed aceto. Scolarli e sistemarli su un piano inclianto così da facilitarne la perdita i acqua. Riempire vasi di vetro aggiungedo spezie a piacere e ricorprire di olio. Chiedere i vasetti e procedere con la bollitura : 250cc(20 minuti)-500cc(30 minuti)-1000cc(40 minuti)1500cc(50 minuti) .


Nonno Mario Vi propone i CARCIOFINI GRIGLIATI conservati in Olio d'Oliva, ottimi e sfiziosi come aperitivi, antipasti e contorni ed il classico RISOTTO AI CARCIOFI aromatizzato con aglio e prezzemolo.

giovedì 3 febbraio 2011

Voglia di Bagna Caoda !

La bagna càuda, letteralmente salsa calda, è un tipico piatto della cucina piemontese, originario in particolare dell'Astigiano, delle Langhe, del Roero e del Monferrato, nelle province di Cuneo, di Torino, Alessandria e Asti.
Si narra che, i vignaioli, nel tardo Medioevo, desiderassero un piatto insolito per festeggiare la spillatura del vino nuovo, che segnava la messa al sicuro del raccolto più travagliato, più faticato e più insidiato: il vino.Pare che si volesse anche, con una certa polemica sociale, adottare e valorizzare un piatto festivo rustico e popolare, saporito e forte, da contrapporre ai consueti, magri e snervati arrostini glassati di zucchero e profumati di essenza di rose e di viole dei signori.
Fu scelto, così, di appaiare materie prime largamente diffuse e localmente disponibili: i buoni ortaggi piemontesi ed il prezioso aglio (prescritto dagli Statuti Medioevali e dai Bandi Campestri come coltura obbligatoria per ogni coltivatore proprietario), l’olio di oliva, scarsamente prodotto in Piemonte (che pure a quel tempo prima delle grandi variazioni climatiche aveva ulivi) e, per la maggior parte, importato dalla vicina Liguria in cambio di grano, burro e formaggio e l'acciuga salata in barili, usata tuttora in molte ricette tipiche piemontesi, soprattutto tra gli antipasti. L'antico Piemonte si approvvigionava presso le saline della Provenza e delle foci del Rodano, attraverso una serie di rotte commerciali attraversanti i passi delle Alpi Marittime e note come "vie del sale". Le vie del sale erano gli antichi percorsi e rotte di navigazione utilizzati anticamente dai mercanti del sale.

Non esisteva un'unica via del sale: i vari popoli emiliani, lombardi e piemontesi avevano ognuno la propria rete di sentieri e collegamenti per portare le merci, principalmente lana e armi, verso il mare e recuperare lì il sale, allora prezioso per la conservazione degli alimenti nel lungo periodo. La produzione di formaggio e di insaccati, la conservazione della carne, del pesce e anche delle olive richiedevano elevate quantità del preziose elemento. Ma anche attività artigianali come la concia delle pelli e la tintura richiedeva l'uso di sale.
La bagna càuda si consuma intingendovi vari tipi di verdure di stagione (specialmente cardi, cipolle cotte al forno, peperoni crudi o cotti, foglie di cavolo crude, topinambur, barbabietole cotte a vapore e tante altre).
Mettendo in comunicazione la Pianura padana con la Liguria o i territori francesi della Provenza si permetteva il commercio di questo materiale prezioso, che era di difficoltoso reperimento nelle regioni del Settentrione, lontane dal mare.
La leggenda vuole che il commercio delle acciughe salate fosse un modo per commerciare il sale evitando di pagarne gli elevati dazi. In realtà in tutto il Piemonte d'antico Regime la Gabella del sale era una tassa obbligatoria e non legata al consumo. Non solo, le acciughe erano molto più costose, ed il loro prezzo era sostenibile solo in relazione alle modeste quantità di acquisto.

Un tempo la Bagna cauda veniva consumata in maniera conviviale attingendo da un solo contenitore (pèila), posto al centro del tavolo.

Oggi sono diventati tradizionali appositi contenitori in terracotta (fojòt) costituiti da una ciotola a cui è sottoposto un fornellino per mantenere calda la salsa.
La vera ricetta piemontese prevede,per 4 persone, 150g di olio, 250g di acciughe, 4 teste di aglio e un bicchiere di latte.
Si consiglia, per attutre il gusto forte e quindi facilitarne la digestione, di far marinare l'aglio affettato un paio d'ora nel latte.
Dopo aver sminuzzato le acciughe inserirle nell'olio caldo e , mantenedo una bassa temperatura aggiungere l'aglio scolato facendo cuocere il tutto per una ventina di minuti.
Esitono molte varianti della bagna cauda che vedono l'aggiunta di panna, burro e margarina per rendere la salsina più cremosa e, a dir di molti, più digeribile.
Un ottimo abbinamento della Bagna Cauda di Nonno Mario è quello con i peperoni al forno,altro antipasto tradizionale.
Lavare ed asciugare i peperoni e metterli in una teglia da forno. Farli cuocere a 250gradi per una quarantina di minuti girandoli a metà cottura. Una volta tolti dalla teglia, chiuderli in sacchetti di carta e lasciarli raffreddare: sarà così molto più facile pelarli. Una volta pelati, sistemare le fettine su un piatto da portata e condire con un sottile strato di bagna cauda e un filo di olio. Prima di servire passare al grill per 5 minuti.

Nonno Mario Vi propone i peperoni già grigliati sott'olio: ottimi ... da provare!

lunedì 24 gennaio 2011

Qualche idea per un buffet...




Per un compleanno o un aperitivo tra amici Nonno Mario vi propone 4 semplici idee per il vostro buffet.

ROTOLO DI PANE FARCITO CON FORMAGGIO RADICCHIO E PATE' DI OLIVE NERE
Prendete una fetta di pane da tramezzini e stendetela leggermente con il mattarello.
Spalmate il formaggio fresco, coprite con le foglie di radicchio ed infine stendete il patè di olive nere liguri di Nonno Mario.

Arrotolate con delicatezza, chiudete in un foglio di carta di alluminio e lasciare riposare in frigo per un paio d'ore prima di affettare.


POLPETTINE DI TONNO, RICOTTA E ACCIUGHE.
Stemperate della ricotta in una ciotala, unite qualche filetto di tonno italiano cotto al vapore Nonno Mario, un uovo sbattuto, 5 filetti di acciughe Nonno Mario sgoccialati, prezzemolo tritato, una mangiata di parmigiano reggiano, sale, pepe.
Mescolate accuratamente il tutto e unite del pangrattato quanto basta per rendere il composto abbastanza solido.
Formate delle piccole polpettine che andranno sistemate su una teglia ricoperta da carta da forno leggermente imburrata.
Cuocete per una decina di minuti a 200gradi.

POMODORI SECCHI SOTT'OLIO.

Versate in una pentola la stessa quantità di acqua e di aceto di vino bianco, aggiungete una foglia di alloro e portate ad ebollizione.
Lavate i pomodori secchi san Marzano di Nonno Mario , immergerli nella pentola e farteli bollire per tre minuti. Scolateli e stendeteli su un canovaccio pulito, coprite e lasciate riposare per un giorno.
Tritate aglio, peperoncino e basilico, unite il tutto ai pomodori e invasate. Ricopriteli completamente con l' olio extravergine di oliva toscano di Nonno Mario e lasciateli riposare almeno una settimana in un luogo fresco.

PESCHE RIPIENE AL FORNO.

Scolate le pesche sciroppate Nonno Mario e disponetele su carta da forno. Tritate gli ameretti con una pesca sciroppata, aggiungete zucchero di canna, un uovo sbattuto e della polvere di cioccolato. Riempite le pesche a metà con il composto e fatele cuocere per 15 minuti in forno a 180gradi.

lunedì 25 ottobre 2010

Tempo di Castagne e di ... Novena!

Se penso ad ottobre, ad un'immagine che ben racconta questo mese, ecco che mi appare una castagna.

E mi ricordo di quando, piccolina, seguivo i nonni nel bosco
accompagnata dal fedele Tilly, il cane della cascina accanto, che non
si allontanava da me nemmeno un attimo e mi apriva i sentieri di quel
bosco che, ogni domenica, era sempre più freddo.

Si sentivano gli spari dei cacciatori in lontananza, il profumo di foglie e di vento, il freddo umido sui capelli e sulle giacche.

Io e il mio cestino, qualche passo più avanti della nonna, a
raccogliere manciate di castagne, con l'acquolina in bocca al sol
pensiero del profumo di caldarroste.

Rientrati a casa, infreddoliti, tutti intorno alla stufa ad assistere
allo scoppiettio di quei piccoli frutti scuri adagiati in una padella
che il nonno aveva bucato artigianalmente con chiodi e martello.

E poi attorno al tavolo a sbucciare quelle castagne bollenti che ti
sporcavano le mani di nero e avevano quel gusto inconfondibile.

E il giorno dopo, tornati in città, la mamma le faceva bollire
nella pentola a pressione e per tutta la settimana segnavano la fine
di pranzi e di cene.

Sono passati più di vent'anni e tutte le domeniche di ottobre nonna,
zia e mamma tornano in quel bosco. Tilly non c'è più ed io sono
diventata grande ma quei profumi e quei sapori non li ho dimenticati.

Quando ne trovano un po' di più del solito la nonna usa, per la
conservazione, un metodo antico ma sempre efficace: la novena.

Questo metodo prevede una serie di operazioni della durata di 9 giorni:

per questo motivo viene comunemente chiamato «novena».

Si immergono le castagne fresche,pulite da eventuali residui di terra, in acqua in strati che non devono superare i 20cm.

Fino al quarto giorno, tutti i giorni, bisogna cambiare metà dell'acqua.

Il quinto giorno l'acqua va sostituita totalmente.

I due giorni successivi si cambia nuovemente il 50% di acqua e l'ottavo giorno si farà il cambio totale.

Il nono giorno si tolgono tutte le castagne dall'acqua e si sistemano in cassette possibilmente in locali arieggiati.

In questo modo le castegne si possono conservare fresche e gustose almeno fino a Natale.

Con le castegne essiccate e successivamente macinate, invece, si produce la farina di castagne, detta anche farina dolce.

Questa farina è l'ingrediente principale delle tagliatelle alle castagne di Nonno Mario:
ottime se condite con ricotta stemperata con panna da cucina o latte o
semplicemente con acqua di cottura, amalgamata con un pizzico di pepe e parmigiano reggiano.

giovedì 21 ottobre 2010

IL PIEMONTE A CASA TUA!



" C'era da restare accecati a voler fissare là dove il cielo d'un azzurro di maggio si saldava alla cresta delle colline, di tutto nude fuorcè di neve cristallizzata. Una irresistibile attrazione veniva, con barbaglio, da quella linea: sembrava essere la frontiera del mondo, da lassù potersi fare un tuffo senza fine" ( Beppe Fenoglio) .



Il Piemonte, terra di colori e sapori.




La cucina piemontese, conosciuta in tutto il mondo, offre innumerevoli bontà alimentari che una volta provate, difficilmente si dimenticano: il tartufo, i formaggi, i vini sono l'emblema di questa terra contadina che da sempre ci regala prodotti sani e genuini.




Per chi non li conosce, per chi li ama, per chi non li ha dimenticati...

... Nonno Mario propone Piemonte a casa tua: un'offerta degustazione che a soli 55€ permetterà di stupire parenti ed amici con un meù di sicuro successo: prodotti artigianiali al tartufo, al barolo, ai funghi, la bagna cauda e la cognà, il ragù tradizionale, i tajarin, i miele piemontese, la torta di nocciole...


... lasciati trasportare dai profumi e dai sapori delle nostre colline ...




lunedì 16 febbraio 2009

Un ricordo... la Panada di Nonno Mario

Camminando tra i ricordi di bambina mi ritrovo nella vecchia casa dei miei nonni, una delle tante domeniche d'inverno.

E' quasi ora di cena, sono nel lungo corridoio e gioco con quelle piccole palline rimbalzanti colorate che oggi non si vedono quasi piu'.
Dalla cucina arriva un buon profumino... c'e' Nonno Mario ai fornelli intento a preparare la sua Panada, una zuppa di pane che io ho sempre adorato, cibo povero eppur sano e gustoso, perfetto per concludere le tipiche domeniche piemontesi quelle dai lunghi pranzi in famiglia a base di carne cruda all'albese, raviole al ragu', arrosto e bunet.


Sono passati piu' di vent'anni eppure mi capita, ogni tanto, di trovare nella mia dispensa del pane raffermo e sentire il desiderio di scaldarmi con la zuppa che cucinava il mio nonno.
Con un sorriso, forse un po' malinconico, inizio a spezzettare il pane e mi tuffo ancora una volta nell'universo cosi' prezioso dei ricordi...



PANADA al sapore di Tartufo

250 gr di pane raffermo
1 lt di brodo
50 gr di burro
1 cucchiaio di olio extra vergine d'oliva
sale
pepe
formaggio grattuggiato
Olio al Tartufo di Nonno Mario


Tagliare il pane raffermo in piccoli pezzettini e metterlo in una pentola con il brodo.

Cuocere a fuoco basso per una ventina di minuti.

Aggiungere il burro, l'olio extra vergine d'oliva, il sale, il pepe e il formaggio e cuocere ancora per 20 minuti.
Servire subito con un filo d'olio al Tartufo.

domenica 15 febbraio 2009

RISOTTO ALLE ROSE

Fin da tempi molto antichi la rosa simbolizza l'amore e la bellezza. Un mito greco racconta che la dea greca Cloris inciampò in una bellissima ninfa che era morta e decise di trasformarla in un fiore. Afrodite aggiunse a questo fiore la bellezza, le Tre Grazie la gioia e lo charme, Dionisio il profumo delicato mentre Zefiro con un soffio allontanò le nuvole in modo che Apollo potesse inondarlo coi raggi di sole. Fu poi donato a Eros, il dio dell'amore, che nominò la rosa "Regina dei fiori". Ogni rosa ha un significato diverso a seconda del suo colorE.

Rosa color corallo: Desiderio
Rosa color arancio: Fascino
Rosa color pesca: Amore segreto
Rosa color rosa scuro: Gratitudine
Rosa color rosa pallido: Gioia
Rosa rossa: Amore sensuale
Rosa bianca: Purezza
Rosa gialla: gelosia

Per quanto possa sembrare bizzarro, i petali delle rose sono entrati prepotentemente in gastronomia, nella realizzazione di primi piatti e come accompagnamento alle carni. In principio, alcuni chef parigini hanno apprezzato esclusivamente colori ed aromi di questo fiore limitandosi ad utilizzarlo come guarnizione alle loro creazioni. Ben presto, però, ci si è resi conto che le essenze presenti possono dare un tocco particolare proprio se sfruttate come ingredienti. La storia dell'utilizzo dalla rosa in cucina, quindi, passa attraverso varie fasi. Tra le ricette particolari sono le lasagne al "modo medievale", per le quali si prepara una sottile sfoglia di pasta lievitata come il pane, cotta in acqua bollente e condita con parmigiano, spezie piccanti e un macinato di petali di rosa, da assaporare con un bastoncino perché nel Medioevo la forchetta non è stata ancora inventata. Classica della tradizione pasticcera è la gelatina di rosa o la marmellata di rose e violette.
Ben più intrigante ogni ricetta che utilizza il fiore non come guarnizione, ma come ingrediente: molto semplice - ma di sicuro effetto - la frittata di rose, con un tocco di zenzero in polvere o di noce moscata aggiunti all'impasto di uovo e parmigiano.

( http://www.mangiarebene.com/ - http://www.lospicchiodaglio.it/ )



Su questa linea Nonno Mario propone il RISOTTO ALLE ROSE, presto disponibile sul sito http://www.nonnomario.com/

Ingredienti: Riso Roma, Petali di Rosa ( 3%), Funghi ShiTake, Cipolla, Erba Cipollina.

Da far rosolare in pentola con un filo d’olio, sale, pepe e cipolla finemente tagliata. Procedere nella cottura come per un classico risotto, aggiungendo brodo caldo e una noce di burro per mantecare. Servire con Parmigiano Reggiano.

Buon Appetito!